Questo blog e' stato pensato per tutti gli amici giapponesi che amano la cultura e costumi della sicilia************ シチリアの文化と風習を愛してくれている日本人の友達の為にこのブログをつくりました。


by salvopiaz2002
Carissimi Amici, come state?
Ieri mattina sono andato alla Fiera Campionaria Emaia di Vittoria, quest'anno e' bellissimo perche' ci sono moltissimi espositori provenienti dall'India, Ecuador, Cina, Vietnam, Paesi Arabi, dall'Europa e dall'Italia.

Molti stands di Bijotteria, davvero bellissime che sembravano gioielli veri, a vedere le bijotterie che con pietre bellissime brillavano con i riflessi della luce, mi veniva voglia di comprarli tutti, mi sono piaciute anche gli stands del Vietnam e dell'Ecuador, loro esponevano tante cose belle tutte lavorate a mano, poi tante altre cose bellissime, poi ho visto anche degli stands di salumeria e Formaggi caratteristiche, ecco alcune foto che ho scattato alla Fiera, Ciao a presto!!!

Per vedere le foto clicca Q U I .
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# by salvopiaz2002 | 2005-11-07 08:12

Ciao a tutti, ieri sera sono andato nella citta' di Ragusa Ibla a vedere il festival Culturale degli Artisti di Strada, ho fatto delle foto che potete guardare qui:

Clicca q u i per vedere le foto....

Si tratta di un vero e proprio festival internazionale che si svolge ogni anno e dura circa una settimana, vengono tanti artisti di strada a confrontarsi in ognuno la propria arte, un festival bellissimo nonostante la confusione enorme delle persone che arrivano da ogni parte d'Italia e anche dall'Europa e' stato bellissimo.
Spero che il prossimo anno andro' in compagnia di amici giapponesi e italiani, nonostante che sono andato da solo mi sono divertito lo stesso a fotografare ed ammirare gli artisti che si confrontavano.

Dewa mata!
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# by salvopiaz2002 | 2005-10-10 06:27

Emaia Campionaria Nazionale a Vittoria.

La madre di tutte le manifestazioni fieristiche Emaia di Vittoria. Fondata nel 1966 ad opera di un gruppo di artigiani e di imprenditori vittoriesi, l'esposizione macchine agricole industria artigianato, (emaia) ha rappresentato lo sforzo programmato di un'efficace promozione dell'orticoltura protetta e del suo territorio, che proprio in quegli anni conosceva il periodo di maggiore espansione economica. Un evento che metteva insieme imprese produttrici e imprese di servizi, per risaltare anche l'indotto che intorno all'orticoltura si andava generando.

La campionaria Emaia, come quella estiva, cade in un altro momento topico della vita della città, retaggio di quella tradizione derivante dalla cultura contadina, dalla quale non ha mai scisso i legami: la fiera di San Martino.
La prima decade di novembre segnava la chiusura della stagione dei campi, dopo il periodo della vendemmia, e per gli agricoltori era il periodo propizio per rinnovare masserizie e attrezzi da lavoro.

Nel segno della tradizione, la Campionaria di novembre richiama migliaia di visitatori e di espositori provenienti da tutta la Sicilia e dal sud d'Italia.
Nel 2000, un riconoscimento atteso dopo piu' di trent'anni di attività: il riconoscimento di fiera campionaria nazionale.
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# by salvopiaz2002 | 2005-10-02 23:39

FESTE E TRADIZIONI DI VITTORIA

CUCINA DI VITTORIA E SCOGLITTI
una pianta grassa
La cucina locale
la buona cucina nostrana
la cucina di campagna

La cucina di Scoglitti come quella Vittoriese deriva principalmente dalla tradizione "contadina": fa parte quindi della cosiddetta "cucina povera" siciliana, nella quale intervengono in maggior misura quegli ingredienti di produzione locale, in una sapiente ricerca di nuovi gusti, dosaggi di aromi, accoppiamenti tra i piu' disparati. Cucina "povera" certamente, ma ricca di sapore, di profumo, di gusto.

Antipastiun granchio vivo

Sono i cosiddetti stuzzicapitittu: tra questi i ciappi (mezzi pomodori seccati al sole, e conditi con formaggio e basilico), le aulive cunsate (olive bianche snocciolate, e condite con olio, aglio e mentuccia); la salsiccia secca. Tra gli antipasti possono essere collocate anche le tipiche focacce da forno, dalla forma allungata e schiacciata) e le 'mpanate (rotonde e gonfie), il cui ripieno e' il piu' vario e originale: ricotta e salsiccia, spinaci e uva passa, prezzemolo e acciughe, patate e cipolla e pomodoro, cavolfiore e olive nere.

Primi piatti

Abbondano le pastasciutte con la salsa di pomodoro che e' variabile da famiglia a famiglia, a seconda delle tradizioni tramandate da madre a figlia. Tipica la pasta con le sarde (diversa da quella piu' famosa: qui le sarde sono salate e sciolte in olio, e la pasta viene poi condita con la salsetta ottenuta; infine e' sformaggiata di pane tostato e grattuggiato). Eccellente la pasta con i bruoccoli arriminati (cime di broccoletti saltati in padella), la pasta con la ricotta (e' l'aroma della ricotta fresca che condisce il piatto), la pasta al forno (ricca di ragu', di carne, di uova, di formaggio). A Pasqua tipiche le pastiere, cestelli di pasta frolla riempiti di fegatini di agnello uova e formaggio. Ottimi i minestroni di verdura, gustosissimi e sempre vari a seconda della stagione e della disponibilita' del mercato.

Legumi secchi

Spesso costituiscono il primo piatto; cibo povero, ma gustosissimo. Ricordiamo il maccu (passato) di fave sbucciate, aromatizzate col finocchietto selvatico, le fave pizzicate, cotte con la buccia insieme alle gitelle (agghiti), cipolla e pomodoro. Ed ancora le lenticchie con la pasta fatta in casa. Tutti i legumi vengono conditi nel piatto con olio di frantoio crudo, e peperoncino.
il mare pescoso del canale di siciliail mare pescoso del canale di siciliail mare pescoso del canale di sicilia

Pesce

La zona di Scoglitti e' ovviamente ricca di pesce. Tipiche preparazioni: sardi arrustuti (sarde arrosto), appena cotte nella brace senza altro untume; la tunnina fritta, trance di tonno femmina fritte in olio ed insaporite con origano; pesce alla matalot, cioe' cotto in un intingolo in cui giocano vari ingredienti quali il cuore di sedano, olive verdi, pomodoro, aglio, prezzemolo. Eccezionale la 'mpanata di palummu, trance di palombo aromatizzate con cipolla, pomodoro e basilico, e impanate.

Carne

Il maiale, carne prediletta nel vittoriese, e' cucinato nei piu' svariati modi: al ragu', ove sapienti dosi di strattu (concentrato di pomodoro), vino, aromi vari, ed una lunga cottura, creano un piatto indimenticabile per complessita' di gusto; la jilatina, pezzi di maiale lesso, annegati nel suo stesso brodo poi gelatinizzato ed aromatizzato con succo di arancia amara, aceto e peperoncino; le polpette fritte, croccanti fuori e morbide dentro; il coniglio alla stimpirata, che viene precotto rosolandolo, e fatto finire di cuocere in un intingolo con vino, sedano, olive bianche ed altre cose (zucchero, aceto, pepe, aromi); la cotoletta di manzo, diversa dalle altre perche'e' fatta preventivamente frollare nell'aceto e quindi dal gusto piu' sapido e meno untuoso. La 'mpanata di agnelloe' un'altra tipica specialita' del vittoriese, un vero trionfo della gola nell'assaggiare i pezzetti di agnello, con contorno di patate ed aromi cotti entro la crosta del pane.
un bel pollo arrosto

Lumache

Poche sono le varieta' commestibili presenti sul mercato, ed il buongustaio non si fara' sfuggire i vavaluci (la varieta' piu' piccola, bianca), lessati ed insaporiti con aglio e origano; i vaccareddi; le comuni lumachelle, cotte con cipolla e pomodoro, cosi' come i 'ntuppatieddi, dal tipico guscio marrone scuro; ed infine i barbani (le cosidette vignaiole), grossi, carnosi, da cuocere sulla brace od in intingolo con aglio e prezzemolo.

Uova e... frittate

Eccellenti e gustosissime, le "povere" frittate, tutte di origine spagnola, frittata: di patate, di cipolla, con mentuccia, col basilico, con prezzemolo e pecorino. Sono le erbe aromatiche che danno sapore e trasformano un comunissimo piatto di uova in qualcosa di unico nel suo genere.

Ortaggi e verdure

I pomodori, i peperoni, le melanzane, le zucchine, i carciofi, i piselli, prodotti a centinaia di quintali (Vittoria produce enormi quantita' di "primaticci", esportati ovunque grazie al mercato ortofrutticolo), invadono tutte le cucine e vengono preparati in diversi modi: prendono cosi' vita le varie caponate, peperonate, cacuorcilli intianati (carciofi al tegame), pomodori gratinati. Le verdure coltivate sono dolci e saporose, e tra queste meritano un cenno i broccoletti (a scamuzzatura), i cavoli e le gitelle.

cucina piccante peperoni delle serre primizie delle serre

Le verdure da consumare crude rappresentano il vanto della produzione locale: finocchi, sedani, ravanelli, cetrioli sostituiscono a volte la frutta a fine pranzo o sono impiegati per la preparazione di profumatissime insalate, con cipolla, pomod oro, basilico, olio, aceto e l'immancabile origano. Non si puo' non ricordare infine alcune verdure "selvatiche", che compaiono a seconda delle stagioni, dal nome intraducibile: finuccieddi 'a timpa, raricedda, amareddi, sanacciola, sanapuni, vurranii, dal gusto unico, vengono consumate lessate e condite con olio crudo. In primavera compaiono gli sparaci sarvagghi (asparagi selvatici), dal tipico sapore amarognolo, da consumare in umido, o con frittate.

Latticini e formaggi

E' ancora un privilegio di pochi potere gustare, per colazione, la ricotta ancora tiepida, nel suo stesso siero. Ricotta particolarmente gustosa, proveniente esclusivamente da latte di pecora, e quindi a grana fine, delicata, sapida. Venduta anche per le strade nelle cavagne (un piccolo recipiente fatto di canne), trova in cucina molteplici impieghi; uno tra questi e' la ricotta fritta (pezzetti di ricotta fritti in olio fino). Tra i formaggi tipici locali ricordiamo la tuma, detta anche primo sale e meglio nota come pecorino, dai tempi variabili di stagionatura.


i dolci siciliani Dolci le ciliegie

Tutti buoni, soavi, odorosissimi: cosi' i cannoli, diversi per la ricotta particolarmente saporosa; le frittelle dolci, alla crema di ricotta; la cassata, coloratissima di canditi. Natale e' un trionfo di dolci: la giuggiulena e' un particolare torrone preparato con i semi di sesamo (usati in abbondanza anche dai fornai che li cospargono sul pane) e miele; il torrone bianco e nero, a base di mandorle e nocciole; l'ossa di morti, una pasta di farina e zucchero, aromatizzata con chiodi di garofano; i mustazzola, farina e vino cotto, conditi con miele.

La frutta

Fichi d'india, fichi, arance, mandaranci, limoni, mandarini, uva, sono tutti raccolti nelle nostre zone.

Per la vendemmia infine alcuni dolci tipici, unici al mondo, sono i cuccureddi o cuddireddi, fatti con pasta di farina e cotti nel mosto, e quindi conditi con crema di mandorle e miele, e la mostarda, un budino di puro succo di uva, addensato con amido o farina di maiorca (dolce di lunga conservazione, reperibile nelle pasticcerie tutto l'anno). La cutagnata infine e' una marmellata di mele cotogne e zucchero, essiccata al sole fino a diventare solida, per essere conservata e consumata durante l'inverno.
un grappolo di cerasuolo

Vini: Rosso 1 bicchieri da vino

In zona si produce il rinomato vino Cerasuolo a denominazione di origine controllata, conosciuto da ogni intenditore e amatore.
una scimmia arrostoun coniglio in salvo dalla brace Stavano per cucinare anche me.

Le ricette di Salvo Montalbano (A. Camilleri)

1.

INSALATA DI OLIVE CONZATE
Ingredienti per 4 persone. 200 g. di olive verdiancora acerbe, 2 gambi di sedano, 3 arance, olio, aceto, origano, sale. Esecuzione. Disponete le olive in una ciotola, tagliate il sedano a pezzetti dopo averlo mondato dei filamenti, tagliate due delle arance a tocchetti con la buccia. Salate (poco),spolverate con origano e condite con olio e aceto. Per decorare aggiungete la terza arancia tagliata a rondelle con tutta la buccia e qualche fogliolina del sedano.
2.

PANELLE (frittelline di farina di ceci)
Ingredienti per 4 persone. 100g. di farina di ceci, 1cucchiaino di prezzemolo tritato, 1 limone, olio d'oliva o di semi, sale. Esecuzione. Dentro una pentola capiente, sciogliete girando con una frusta la farina di ceci in mezzo litro d'aqua moderatamente safata finchè non sarà perfettamente amalgamata. Quindi cuocete a fuoco basso mescolando continuamente, e sempre nello stesso verso, con un cucchiaio di legno facendo attenzione che il composto non si attacchi Dopo circa dieci minuti aggiungete il prezzemolo. Quando la pasta comincia a sobollire e <> dalla pentola, versatela in uno stampino di forma rettangolare antiaderente ( per essere sicuri che non attacchi potete umettarlo con pochissimo olio). Lasciatela raffreddare, tagliatela a fettine sottili (un pò meno di mezzo centimetro ) e friggetela in lio bollente. Sgocciolate le fettine e mettetele su carta assorbente per togliere l'eccesso d'lio. Servite caldo insaporendo con una spruzzatina di limone e un pò di sale.
3.

PASTA CON LE SARDE
Ingredienti per 4 persone. 400 g. di spaghetti o bucatini, 300 g. di finocchietto selvatico di montagna, 150 g. di sarde fresche piccole, 2 filetti d'acciughe salate, 1 piccola cipolla, 50g. di pinoli, 50g. 50g. di uvetta passa, 50g. di mandorle abbrustolite, 150g. di mollica di pane (possibilmente casareccio) abbrustolita, olio d'oliva, sale, peperoncino. Esecuzione. Lavate le sarde dopo averle squamate, aperte e tolto loro la testa e la spina centrale. In una padella con un pò d'olio bollente, soffriggete brevemente la cipolla tritata fine.Aggiungete, nell'ordine. le acciughetagliate a pezzettini, le sarde, una presina di peperoncino, il finocchio selvatico tritato che avrete precedentemente sbollentato in abbondante acqua salata e scolato, l'uvetta, le mandorle e i pinoli. Fate andare il tutto in padella per circa dieci minuti a fuoco medio. Intanto fate cuocere la pasta al dente (meglio se nell'acqua dove avete cotto i finocchietti). Scolatela e gettatela sulla salsa, mescolate facendola andare a fuco medio per un pao di minuti. Prima di servire cospargete di mollica di pane abbrustolito.
4.

PASTA ALLA NORMA
Ingredienti per 4 persone. 400 g. di spaghetti o penne 1 chilo di pomodori maturi, 2 melanzane, 4 spicchi d'aglio, 100 g. di ricotta salata, un pizzico di zucchero, abbondante basilico fresco, olio d'oliva, sale, pepe. Esecuzione. Tagliate a fette le melanzane e fatene scaricare l'amaro lasciandole per due ore a scolare con il sale. Fate bollire in una pentola coperta per 20 minuti i pomodori con un mestolo d'acqua, sale, 2 spicchi d'aglio, un pò di basilico. Togliete l'aglio e passate la salsa nel tritaverdura.Insaporite nell'olio bollente i rimanenti due spicchi s'aglio, 4 foglie di basilico e la salsa si pomodoro, aggiiungete un pò di sale e un pizzico di zucchero e fate addensare il sugo cuocendo scoperto per 10-15 minuti. A parte friggete le melanzane in abbondante oli o dopo averle tamponate con un panno o con carta da cucina per togliere l'eccesso di sale.Cuocete gli spachetti al dente in acqua salata. Scolateli e disponeteli in una zuppiera con il sugo. Adagiatevi sopra le fette di melanzane e alcune foglie di basilico fresco. Cospargete con copiosa ricotta salata grattugiata.
5.

SARDE A BECCAFICO
Ingredienti per 4 persone. 1 chilo di sarde, 2 cucchiai di mollica di pane duro (possibilmente casereccio), 2 cucchiai di pecorino grattugiato, 1 cucchiaio di uveta passa, 1 cucchiaio di pinoli, 1 limone, sale, una presa di zucchero. Esecuzione. Chiedete al pescivendolo di spinarvi, pulirvi le sarde e aprirle come un libro. A parte preparate l' impasto con cui le farcirete mescolando bene in una ciotola la mollica, il pecorino, l' uvetta, i pinoli, un po' di sale, il succo del limone e un pizzico di zucchero (che creera un appetitoso effetto agrodolce). Mettete l' impasto immezzo alle sarde ( circa un cucchiaio per una), richiudete e fatele grigliare. Se non disponete di griglia potete farle andare in una padella antiderente <> di olio ( mettete un po' d' olio e poi passate la carta da cucina sulla padella in modo che rimanga appena unta). Quando le sarde sono abbrustolite da entrembi i lati, disponetele su un piatto da portata versandoci sopra un gustoso sughetto salmoriglio. Si prepara mescolando limone, olio, sale, pepe, arricchiti da uno spicchio d' aglio, un po' di prezzemolo tagliato fine e, se si trova, della mentuccia.

Dewa mata !!!
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# by salvopiaz2002 | 2005-09-30 06:22

Storia della Citta' di Scicli.


Scicli (Ragusa) dista 161 Km. da Agrigento, 166 Km. da Caltanissetta, 129 Km. da Catania, 170 Km. da Enna, 225 Km. da Messina, 308 Km. da Palermo, 25 Km. da Ragusa, alla cui provincia appartiene, 87 Km. da Siracusa, 334 Km. da Trapani.

Il comune conta 25.852 abitanti e ha una superficie di 13.754 ettari per una densità abitativa di 188 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in zona litoranea collinare, posta a 100 metri sopra il livello del mare.



Secondo alcuni filologi il termine Scicli deriva dal termine greco Sikla, che indica il secchio per mungere e fa riferimento alla ricca produzione zootecnica della zona. Numerosi ritrovamenti archeologici testimoniano della presenza umana nella città sin dall'antichità.

Nel corso dei secoli Scicli fu conquistata da Arabi, Normanni e Aragonesi. Sotto il dominio di questi ultimi appartenne alla Contea di Modica. Durante il sec. XIV il centro abitato, inizialmente posto sulla collina di S.Matteo, iniziò a svilupparsi progressivamente in direzione della pianura sottostante, dove si venne a creare il nuovo feudo. La cittadina subì altre trasformazioni in seguito al terremoto del 1693.

Di particolare rilevanza artistica sono la chiesa di S.Bartolomeo del sec. XV, la chiesa Madre e la chiesa di S.Maria La Nuova del sec. XV, che conserva all'interno una statua del Gagini.

Un personaggio illustre originario di Scicli è il filologo Quintino Cataudella, che scrisse la storia dell'umorismo classico in Grecia e in Roma.
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# by salvopiaz2002 | 2005-09-29 01:53

Storia della Citta' di Ragusa


Ragusa vanta origini antiche, la collina di Ibla fu infatti abitata fin dal XIV sec. A. C. dai Siculi.
Di questi antichi abitanti abbiamo delle significative tracce nelle necropoli attorno a Ragusa.

Un gruppo di tombe a forno, grotticelle scavate nella roccia, le possiamo scorgere lungo la strada che da Ibla sale a Ragusa appena sotto la chiesa di S. Maria delle Scale; un altro gruppo di tombe sicule si trova nei pressi della confluenza del torrente S. Leonardo con l'Irminio e si possono scorgere anche affacciandosi nella vallata dal Giardino Ibleo.
Una necropoli greca del VI sec. A. C. nella collina Rito testimonia la presenza di un gruppo di Greci di Camarina in quel luogo dove intrapresero i rapporti commerciali con i Siculi di Hybla rispettandone pero' l'autonomia.

L'indipendenza fu definitivamente persa invece con la conquista romana nel III sec. A.C..
Nel 330 d.C. la Sicilia passa sotto la dominazione bizantina e vi rimarra' per circa cinque secoli.
I bizantini pensarono di fortificare Ragusa e vi costruirono anche un castello. Una importante catacomba, detta delle Tra bacche, proprio di questo periodo e' possibile visitare in contrada Centopozzi.

Nel'848 Ragusa fu conquistata dagli Arabi che vi introdussero, come in tutta la Sicilia, nuove e importanti colture.

Nel 1081 i Normanni iniziano la conquista della Sicilia e nel 1091 anche Ragusa viene conquistata. Ruggero d'Altavilla tiene per se' Modica, Scicli, Ispica e Giarratana e concede al figlio Goffredo, Ragusa col titolo di Contea.

Con il matrimonio del'erede al trono di Sicilia Costanza d'Altavilla con l'imperatore di Germania Enrico VI inizia la dominazione Sveva.

Nel 1266 la Sicilia fu conquistata dagli Angioini che sol pochi anni dopo furono cacciati con la rivolta del Vespro (1282). Venuti gli Aragonesi in Sicilia si ripristino' il sistema feudale e Ragusa assegnata come contea a Chiaramonte, la cui sede fu trasferita a Modica sotto i Cabrera (1448) a causa di una rivolta contro i feudatari che si svolse a Ragusa.

I Cabrera diedero in enfiteusi le terre della contea per usufruire del privilegio di esportare in franchigia fino a 12.000 salme di cereali, che non sarebbero riusciti a racimolare con una semplice locazione.

Dalla censuazione temporanea si passo' presto alla vitalizia e alla perpetua. Inizia una radicale trasformazione dell'economia locale. Lo scardinamento del Sistema feudale e la nascita di una robusta classe di imprenditori agricoli "i massari".

Anche il territorio subisce una trasformazione, nascono la massaria e i muri a secco che segneranno il passaggio del circondario. I muri a secco, un modo di recintare i campi con l'elemento piu' abbondante, la pietra, permettono la rotazione delle colture e il pascolo semibrado di bovini.

Nel 1693 un terribile terremoto distrusse Ragusa (5000 morti) assieme a tutta la Sicilia sud-orientale (60.000 vittime in totale). La ricostruzione di Ragusa inizia subito e mentre i nobili (Sangiorgiari) preferiscono ricostruire sullo stesso luogo dove sorgeva prima, massari e borghesia (Sangiovannari) andarono a costruire sulla vicina collina del Patro.

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# by salvopiaz2002 | 2005-09-28 04:02

Storia della Citta' di Comiso

Il nome deriva dall'arabo Khums (la quinta parte), che indicava la parte dei territori conquistati, che veniva acquisita direttamente dallo Stato (infatti Comiso fu una porzione delle terre conquistate dai Saraceni e attribuite allo stato musulmano); nella lingua spagnola Comiso significa "confisca".

Nel dicembre 1944, durante il movimento antimilitarista siciliano del "Non sa Parte", a Comiso venne proclamata la repubblica (in Italia c'era ancora il regno!).

Dal 1981 al 1988 a Comiso ha funzionato una base missilistica usa, per i missili Cruise, suscitando le proteste dei pacifisti.

Una nota agitatrice politica italiana, che aveva perduto la memoria in seguito ad una manganellata sulla testa, dovette ritornare a Comiso per farsi rimanganellare, e riacquistare la memoria perduta...

"Un guscio vuoto di cicala". Così ha descritto Comiso lo scrittore contemporaneo Vincenzo Consolo, che è un siciliano convinto che in Sicilia "tutto gli sembra finito e senza speranza". Del resto anche lo scrittore comisano Gesualdo Bufalino (1920-96), si è reso tristemente famoso nel 1992, quando, dopo gli eccidi famosi dei noti magistrati Falcone e Borsellino, dichiarò alla stampa che "a tutti i siciliani bisognava cambiare il dna".

Tra i comisani illustri ricordiamo Biagio Pace (1889-1955), che fu archeologo e storico insigne e l'estroso pittore Salvatore Fiume (1915-97).

Comiso dista 17 km da Ragusa ed è ubicata alle falde SO dei monti Iblèi, a m 209.

Lo scrittore G. Bufalino, che qui nacque, scrive della sua Comiso: "Probabilmente è vero per mille altre città, ma a me piace credere che solo a Comiso (e non parlo solo della Comiso di ieri) ogni cosa si componga e respiri, per naturale destino, in un'aria di perpetua e volubile e lieta invenzione e improvvisazione scenica. Già la stessa planimetria urbana, così mossa e pittoresca, nel suo intreccio di saliscendi e gradoni disposti fra monti e piano, appare come uno scenario già pronto, offerto alle sorprese e alle peripezie dello spettacolo: strade come quella di San Leonardo, affondata e prigioniera fra due siepi di ballatoi giganteschi; viuzze come le tante che riversano i loro ruscelli di scale fin sul Corso della Grazia; piazze dal profilo avventuroso e vivace come quelle del Municipio e delle Erbe; vie e piazze tutte sembrano proporsi come fondali e quinte ideali per i quotidiani mimiambi della vita cittadina..."

E così descrive la sua terra il celebre pittore comisano Salvatore Fiume: "La terra, la luce, il colore delle case e del cielo erano uguali a quelli della Giordania e della Palestina. C'erano la sabbia, i carrubi, gli ulivi millenari, le viti basse, le zone desertiche, i terreni riarsi, il caldo di giorno e il freddo di notte, proprio come laggiù. I nostri carrettieri col fazzolettone sotto il berretto, nelle giornate di sole somigliavano ai beduini e, la sera, coperti fino al capo erano ombre nere che correvano sotto la luna come la gente di laggiù...".

Al centro della città si trova la piazza Diana con al centro l'omonima fontana.

Vicino è un edificio termale sotterraneo, di età romana, dove sono stati rinvenuti resti di un pavimento mosaicato del II sec. d. C.

Sulla piazza delle Erbe sorge la quattrocentesca Chiesa Madre, Santa Maria delle Stelle, rimaneggiata soprattutto dopo il terremoto del 1693, il cui soffitto ligneo è dipinto con scene dell'Antico Testamento. All'interno è il settecentesco quadro della Natività della Vergine, attribuito a Carlo Maratta.

Merita sicuramente una visita, per l'eleganza delle forme e la bellezza della decorazione, la duecentesca chiesa di San Francesco, la cui semplice nudità fa risaltare le fini sculture architettoniche che la adornano; nel Quattrocento fu annesso alla chiesa un convento con delizioso chiostro quadrangolare. All'interno si trova il monumento funebre di Gaspare II Naselli, attribuito ad Antonello Gagini, in cui il Naselli è rappresentato coricato sul fianco destro, con la testa poggiata sulla mano e la gamba sinistra sollevata, come di uno che stia sonnecchiando. Per la singolare posizione del conte e la semplicità e naturalezza delle forme, questo monumento esce fuori dai canoni tradizionali dell'arte sepolcrale funeraria e si colloca meritatamente fra i più bei monumenti funebri di Sicilia

La cinquecentesca chiesa dell'Annunziata, distrutta dal terremoto del 1693, fu completamente rifatta tra il 1772 e il 1793. Si presenta agli occhi del visitatore, al termine di una scalinata scenografica, con una bella facciata monumentale in stile barocco, attribuita al Vaccarini, e con la cupola neoclassica di Emanuele Girlando. L'interno, che è decorato con pregevoli stucchi, custodisce alcune belle opere: un Crocifisso ligneo attribuito a fra' Umile da Petralia, pitture di Salvatore Fiume, il fonte battesimale in marmo di Mario Rutelli, del 1912.

Il Castello dei Naselli, in posizione dominante, venne impiantato su una costruzione ottagonale d'età bizantina, che poi, forse nel Trecento, fu resa cilìndrica. Sono da notare i due portali con archi a sesto acuto di stile tardogotico e la loggia rinascimentale.

Di fronte al Castello è la chiesa di San Biagio, ricostruita nel Settecento, che conserva all'interno una pregiata tela di Santa Teresa, attribuita a Pietro Novelli, detto "il Monrealese".
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# by salvopiaz2002 | 2005-09-27 05:46

Storia della Citta' di Vittoria

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Vittoria dista 110 Km. da Agrigento, 117 Km. da Caltanissetta, 131 Km. da Catania, 113 Km. da Enna, 227 Km. da Messina, 249 Km. da Palermo, 27 Km. da Ragusa, alla cui provincia appartiene, 108 Km. da Siracusa, 283 Km. da Trapani.
Il comune conta 60.000 circa di abitanti e ha una superficie di 18.134 ettari per una densità abitativa di 325 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a168 metri sopra il livello del mare.
È un centro prevalentemente agricolo-artigianale. I prodotti maggiormente coltivati sono: gli ortaggi, le olive, l'uva, gli agrumi, le mandorle, il grano e i fiori in serra. L'artigianato è caratterizzato sopratutto dalla produzione di carretti siciliani.
La cittadina derivò il suo nome nel 1607 da quello della sua fondatrice, la contessa di Modica Vittoria Colonna, figlia del vicerè di Sicilia Marcantonio Colonna. Sotto il governo dei conti di Modica, Vittoria registrò un notevole sviluppo economico e demografico e di conseguenza edilizio, attirando le popolazioni dei comuni vicini. Il nucleo cittadino sorse attorno al castello e alla chiesa Madre; dopo il terremoto del 1693 fu ampliato, continuando ad espandersi tuttora.
Tra i monumenti più importanti annoveriamo il Teatro Comunale, costruito nel sec. XIX in stile neoclassico, la chiesa di S.Maria delle Grazie edificata nel sec. XVII e ricostruita nel sec. XVIII, la chiesa Madre del sec. XVII con l'annesso oratorio del SS.Crocifisso.
Vittoria è uno dei principali centri produttori di vino della Sicilia; ciò lo si evince anche dal famoso detto siciliano " Bianco di Alcamo e Cesaruolo di Vittoria ": Cesaruolo è infatti il nome che si dà a un vino tipico della zona.


Dewa mata!!!
Salvo
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# by salvopiaz2002 | 2005-09-26 07:00

Presentazione !!!

Ciao a tutti, mi chiamo Salvo e vivo nella citta' di Vittoria nella Regione Sicilia ( Italia ).

Amo la cultura Giapponese da sempre, amo l'amicizia, a me piace moltissimo la cucina giapponese, studio la lingua da circa 2 anni, mi piace la cerimonia del the verde (Sadou), i costumi, le usanze, l'amicizia e tutto quello che e' Giappone.

Ho pensato di mettere in online questo blog per fare conoscere agli amici giapponesi la Cultura Siciliana e Italiana, le usanze e i costumi, la cucina Siciliana e Italiana, le citta' di Sicilia e le sue bellezze naturali di un paese di cultura millenaria e piena di storia.

Spero che visitate il mio blog in tanti.

Dewa mata!
Salvo
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# by salvopiaz2002 | 2005-09-25 00:00